Le feste
1 Gennaio. Il primo giorno dell'anno, tutti, compresi i ragazzi, svolgevano ogni tipo di attività e di mansione. Si riteneva che questo fosse di buon auspicio e portasse prosperità tutto l'anno.
13 Gennaio. Alla vigilia di Sant' Antonio, pastori e contadini portavano alla piazza della chiesa cisto, lentisco e rosmarino per bruciarli in un falò. Celebrata la messa, il parroco benediceva il pane dolce (cocconedos e pistiddu) che veniva poi distribuito tra gli astanti. Il pane veniva preparato e donato da quanti ne facessero promessa al santo per ottenere una grazia.
Sant'Isidoro. I contadini adornavano carri, buoi, asini ed cavalli, con fiori e spighe di grano, per sfilare in processione lungo le strade del paese. Il prete solo in occasione di questa festa, benediceva gli animali e con loro il lavoro che svolgevano nei campi.
La settimana Santa. Il giovedì le confraternite "Delle anime" e di "Santa Croce" preparano "sa suchena", una cena a base di pesce di fiume e di "coccorois" (dolcetti fritti). La cena viene consumata dai confratelli e dai parenti in religioso silenzio. Solo alla fine del pasto interrompono il silenzio cantando il "Miserere".
Il venerdì mattina si svolge "sas 'e cresia", una processione con la statua della Madonna Addolorata, simulando così la ricerca da parte della Madre del Figlio morto. Nella processione il parroco, i confratelli e i devoti sfilano accompagnati dal suono delle "metraculas" (rudimentali strumenti sonori), poiché le campane devono rimanere mute.
La domenica mattina si svolge "s'incontru" (l'incontro). Dalla chiesa di Santa Croce i confratelli portano la statua del Cristo, mentre dalla chiesa Dell'Assunta altri confratelli prendono la statua della Madonna e le fanno incontrare a metà strada. In quel momento le campane iniziano a suonare a festa, dando notizia dell' avvenuto incontro.
Il lunedì dell'Angelo il parroco seguito dai chierichetti si reca nelle case del paese per benedirle. Il prete riceve in cambio delle provviste come uova, formaggi, grano...mentre ai chierichetti vengono offerti dei dolci e qualche soldino.
23 Giugno. Si prepara, nel giorno dedicato a San Giovanni, un falò detto "su ocu de sas aranas" (letteralmente il fuoco delle rane). I fanciulli portano ognuno nella piazza del proprio rione, del fieno secco, al quale viene dato poi fuoco in onore del santo. Soprattutto i giovani, si divertono a scavalcare il fuoco con un salto, evitando così che verosimilmente rappresentano quelle dell'inferno. Una volta spento il fuoco, grandi e piccini si recano al fiume, dove bagnatesi le mani con l'acqua si fanno il segno della croce. Anche senza voler azzardare complicate interpretazioni, è palese come questo gesto indichi la purificazione per mezzo dell'acqua.
2 Novembre. IL giorno di Ognissanti, gruppetti di bambini si recavano nelle case per il "petti coccone", chiedevano cioè dolcetti e frutta secca. I bambini che chiedevano "carchi cosa as sas animas?" (qualcosa per le anime dei morti?), potevano ricevere due risposte: o "a intrare" (che era un invito ad entrare in casa per ricevere qualcosa) oppure "a perdonare" ( cioè perdonateci ma non possiamo offrirvi niente). Si evitavano, per rispetto, le case delle famiglie che erano state recentemente colpite da un lutto.
31 Dicembre. La sera ci si reca in chiesa per assistere alla funzione del "Te Deum", al termine della quale faceva l'elenco di tutti i nati, i battezzati, i matrimoni e i defunti dell'anno che stava per concludersi. Più tardi, le ragazze in età da marito origliavano alle porte dei vicini: era credenza che il primo nome così udito si sarebbe rivelato quello del proprio futuro marito.