La storia
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Galtellì fu abitato sin dalla preistoria,
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Il romanzoha come sfondo naturale l’immagine delle canne, che frusciano, mormorano e sospirano, quasi volessero comunicare qualcosa ai personaggi. Canne al vento è la storia di tre sorelle, Ruth, Ester e Noemi, rimaste sole dopo la morte del padre don Zanne. Ad occuparsi di loro è Efix, il vecchio servo del padre, che avendo assassinato il padrone, non sa darsi pace e dedica la vita a proteggere le tre dame Pintor. (L’omicidio non punito dalla giustizia umana e che genera una sorta di dannazione in terra, e un tema ricorrente nelle leggende popolari sarde.) Ma come dice l’autrice “Tutto invecchia e tutto può rinnovarsi, come l’anno” perciò Efix decide di rimanere in casa Pintor per aiutarla a rifiorire. L’apparente calma che nasconde la miseria in cui versa la famiglia, viene bruscamente interrotta dall’arrivo di Giacinto, il figlio della quarta sorella morta: Lia, fuggita da casa per sottrarsi alla severità del padre. Noemi per scappare dall’insana passione che prova per il nipote sposerà il ricco cugino don Predu, che così le salverà dalla rovina.Una volta rinnovatasi la famiglia, Efix muore sollevato dal segreto del suo crimine. In tutti i romanzi di Deledda, le vicende umane sono sospinte dal vento del destino, tutto è inevitabile e a nulla servono le fatiche degli uomini. Come spiega Efix “Si -disse allora- siamo proprio come canne al vento, donna Ester mia. Ecco perché! Siamo canne, e la sorte è il vento.” Satta da Il giorno del Giudizio “Nuoro con tutta l’albagia dei sui casoni governativi, neppure se li sogna la chiesa, i palazzi o i ruderi di Galtellì. […] Ora, se io guardo la gente di Galtellì, e sono i resti di quella di allora [del periodo in cui la Diocesi si trovava a Galtellì], se io vedo gli uomini asciutti, sottili, col giubbone rosso aperto da un lato sul petto, il passo leggero e quasi danzante, se ascolto il loro parlare sfumato e quasi aspirato, mi sembrano, Dio mi perdoni se c’è offesa, delle marionette, e se fossi musicista ne verrebbe fuori un balletto, altro che questo libro. E poi sono buoni, miti, e le loro donne nella effimera giovinezza hanno i seni tanto prorompenti che li imbrigliano con due cordicelle. La gente di Nuoro sembra un corpo di guardia di un castello malfamato: cupi, chiusi, uomini e donne in un costume severo […] |