Gli animali.



Su sirvone

Il cinghiale sardo (scrofa meridionalis)appartiene alla famiglia dei suidi ed ha forme massicce e mole imponente, anche se è più piccolo rispetto agli esemplari comuni. Ha il manto bruno-nerastro con il pelo ispido e folto. La testa è grande, con orecchie dritte e ha il muso con il caratteristico griffo. I canini, le così dette zanne, sono molto sviluppati e raggiungono anche i 10 cm. L' olfatto e l' udito sono molto sviluppati, anche per compensare la vista debole. Sono di carattere schivo e prudente, e non attaccano mai l' uomo se non per difesa, quando non trovano una via di fuga o quando la femmina ha i piccoli. Questa partorisce sino a 12 cuccioli, che allatta per due-tre mesi. Nei primi sei mesi di vita, i cinghialetti hanno il mantello striato. L' adulto vive in piccoli gruppi; caccia in prevalenza di notte ,ma è possibile incontrarlo anche di giorno, seguendo i caratteristici solchi che lascia sul terreno. Si nutre in preferenza della ghianda del leccio,della sughera e della roverella, nonché del frutto del corbezzolo. E' preda di cacciatori e di bracconieri senza scrupolo, che con la misera scusa di difendere le colture, fanno strage dei poveri animali  oltre che con i fucili, con la tecnica del filo d' acciaio teso. Ne sopravvivono comunque tanti esemplari allo stato brado, e qualcuno in cattività per ottenere degli incroci.


Sa janna'e muru

La donnola (mustela nivalis) è un delizioso ed elegante animaletto di norma tra 18 e i 25, cm con zampe corte, unghie corte ma robuste, pelo rosso bruno sul dorso e candido nella parte inferiore. La testa è schiacciata, il piccolo muso, ed il collo sottile. Ha un peso tra i 40 e i 120 grammi, ed una sorprendente agilità soprattutto quando caccia E' infatti un abilissima cacciatrice di piccoli roditori, conigli, rane, pesci, uccelli e uova di questi ultimi. Ghiotta di pollame, è rimasta nell'immaginario collettivo e nelle leggende, un animale pericoloso e insaziabile. Può arrivare ad attaccare l'uomo, ma solo in rarissime situazioni : di solito preferisce sgattaiolare via e rifugiarsi nella sua tana. Pare che in alcune zone del Nuorese, le donnole venissero identificate con le janas (leggendarie figure femminili simili alle fate) cattive.


Su lepore

La lepre sarda (lepus capensis) è più piccola dell'esemplarecomune, arriva infatti a pesare non più di 2 kg, e misura dai 40 ai 50 cm. Ha il dorso di tonalità scura, con colori che vanno dal rosso al castano, che le consentono di mimetizzarsi perfettamente tra i colori della macchia mediterranea. Le orecchie lunghe e accartocciate sono bordate di bianco, ha una macchia rossastra sulla nuca, e il tipico labbro diviso in due. Anche se meno prolifica delle lepre comune, partorisce più volte durante l' anno, e talvolta porta avanti due gravidanze in diverso stadio di sviluppo, grazie ai due corni separati dell' utero. Si nutre di vegetali, ma essendo più frugale nell' alimentazione rispetto alla cugina europea, provoca anche minori danni. sono. Sviluppatissimi  sono l' olfatto e l' udito, necessari per la sopravivenza come la proverbiale velocità nella corsa.


S'irithu

Il riccio (erinaceus europaeus) è lungo dai 18 ai 27 cm, più la coda ( 2-3 cm), ha fianchi e dorso protetti da aculei lunghi un paio di cm, marron scuro o neri. Il musetto, il ventre e la zampe ricoperti di soffici peli. I piccoli appena nati hanno gli aculei molli e nascosti sotto la pelle, per non ferire la madre al momento del parto. Vive sia nelle campagne incolte che vicino all' uomo, da cui può accettare anche cibo ed attenzioni, ma solo se non si sente minacciato. Quando si sente in pericolo, si arrotola su se stesso formando un cuscino spinoso. Lo si può incontrare all' imbrunire e di notte, mentre va in cerca di cibo : vermi, insetti, lumache, funghi e frutta. Va in letargo da ottobre a maggio e si sveglia solo ogni tanto per sgranchirsi le zampette e mangiare qualcosa. Purtroppo d' estate è frequente vederli spiaccicati sull' asfalto, vittime delle macchine. Sono animali preziosi ma stanno scomparendo, per questo sono specie protetta.


Su mariane

La volpe (vulpes vulpes) vive sia nella pianura che in montagna. E' un mammifero di piccole dimensioni,della famiglia dei Canidi, che in Sardegna arriva massimo a 30 cm. Anche il manto è diverso, più scuro ed uniforme, color ruggine. Per il resto è uguale alla volpe rossa europea: pelo lungo e folto, orecchie e piedi neri, la coda talvolta bianca. E' un animale attaccato alle abitudini, vive in spaziose tane articolate in più ambienti, che come la casa avita passa di generazione in generazione. Verso maggio nascono i piccoli, di solito in cucciolate di 4 o 6 individui. Durante il primo mese di vita dei volpacchiotti è il maschio che ha il compito di procurare il cibo per la prole e la compagna. Talvolta la ricerca di cibo le spinge nei centri abitati, dove fa razzia di polli e conigli. Normalmente però, si ciba di rospi, uccelli, persino bisce, ma soprattutto di topi di cui è ghiotta. Ha un importanza basilare per l' ambiente e il ciclo dell' alimentazione. Nonostante questo l' uomo ha sempre avuto diffidenza nei sui confronti ed ha cercato di sterminarla. Sebbene si possa comprendere il timore dei contadini, la caccia indiscriminata alla volpe è di perfidia e stupidità, oggi più che mai.


Su chervu (scomparso nelle baronie)

Il cervo sardo (cervus elaphus corsicanus) un tempo presente anche in Corsica, esiste ora solo ed esclusivamente in Sardegna, dove ne sono sopravissuti circa 300 esemplari. Il suo habitat è costituito dalla foresta con macchia rigogliosa; distruggendo il bosco, l'uomo elimina anche gli animali che ci vivono. Si distingue dal cervo continentale per le dimensioni ridotte e il manto più scuro. I piccoli invece hanno il manto maculato di bianco. Il maschio possiede le caratteristiche corna (dette palco) grandi e ramificate, che cadono periodicamente e si rinnovano tra febbraio e giugno. Durante la crescita, le corna sono ricoperte di uno strato di pelle, detto velluto, che i cervi eliminano sfregandosi contro gli alberi. Il ciclo biologico del cervo sardo è anticipato di un mese, infatti la stagione degli amori inizia intorno alla seconda metà di agosto e termina a fine settembre.